Ultima fermata
Un titolo è sempre impegnativo da scegliere, da qualche parte ho letto che addirittura per i traduttori è spesso la parte più difficile del loro lavoro, d'altronde non deve essere per niente facile racchiudere in poche parole "tutto il senso".
Anche per me non è stata immediata la scelta del titolo da dare a questo blog: le prime idee ricalcavano cose troppo spesso sentite in giro, suonavano male e non coglievano in alcun modo il "mio senso".
Finché i pensieri non sono istintivamente ritornati ad un racconto di Wang Anyi che ho letto qualche estate fa, "L'ultima stazione", tradotto in italiano nella raccolta "Racconti dalla Cina", a cura di Rosanna Pilone e Yuan Huaqing, edizioni Oscar Mondadori, e purtroppo fuori catalogo.
L'ultima stazione è quella alla quale tutti speriamo di arrivare, è la stabilità che manca, è la tanto desiderata meta. Ma l'ultima stazione è anche il momento della nostalgia per tutto quello che ci siamo lasciati alle spalle, è il momento in cui l'immaginazione comincia a percorre altre vie fino ad arrivare ad invidiare quell'altra fermata che avremmo potuto raggiungere solo "se"...
Intanto le cose della vita continuano a fluire nel tempo, nonostante i nostri pensieri comincino a creare strani grovigli. Continui giri su noi stessi, mentre noi, e tutto ciò che ci circonda, continuiamo ancora ed incessantemente a procedere verso la nostra prossima meta.
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| Purtroppo questo libro è introvabile, non so nemmeno io come sia riuscito ad accaparrarmi una delle ultime copie in vendita, non c'è che da sperare in qualche futura ristampa. |


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